Tagliatelle al ragù con cipolle di Tropea: il gusto autentico delle osterie bolognesi

Rosa Mancuso

rmancuso@mancuso.it

25 Aprile 2026

Bologna, 25 aprile 2026 – Tagliatelle al ragù con un piccolo piatto di cipolle di Tropea a parte: un binomio che è tornato a far parlare sulle tavole di Bologna. È successo ieri sera, poco dopo le 20, nel cuore del centro storico. La Trattoria dell’Angolo, frequentata da studenti e residenti, ha riportato in vita una tradizione che sembrava quasi sparita: servire la pasta al ragù accompagnata dalle cipolle rosse, come si faceva nelle vecchie osterie bolognesi. A raccontarlo è Carlo Benini, uno dei gestori, che spiega come l’idea sia nata da alcuni clienti affezionati: “Volevano riscoprire qualcosa di autentico. Così abbiamo pensato alle cipolle di Tropea, per la loro dolcezza e il profumo che si abbina bene con la carne”.

Tradizione e riscoperta a tavola

Fino agli anni ’60, dicono gli anziani del quartiere Santo Stefano, era normale trovare in ogni osteria bolognese un piattino con cipolle tagliate sottili e condite con un pizzico di sale. Perché? “Servivano a pulire il palato tra un boccone di tagliatelle e l’altro e a far emergere meglio il sapore del ragù”, spiega Lucia Montanari, cuoca con oltre quarant’anni di esperienza. Col tempo però questa usanza si è persa, complice una certa voglia di modernità e la chiusura delle vecchie trattorie familiari. Solo qualche locale fuori dal centro l’ha tenuta viva. Ora sembra che stia tornando.

Le cipolle di Tropea: gusto e territorio in primo piano

Non è un caso che siano proprio le cipolle rosse di Tropea, famose in tutta Italia per la loro dolcezza, a fare capolino sulle tavole bolognesi. “Ultimamente abbiamo ricevuto più forniture dal Sud,” racconta Benini. “Sono più delicate delle cipolle bianche o dorate, quindi piacciono anche a chi non ama i sapori troppo forti”. Alla Trattoria dell’Angolo il piattino arriva separato: tre o quattro fettine condite appena con sale e un filo d’olio extravergine. “C’è chi le mangia insieme al ragù”, confida Benini, “altri invece le alternano ai bocconi di pasta”.

Il ritorno della cucina conviviale

Le cipolle sul tavolo hanno subito attirato l’attenzione dei clienti. Qualcuno ha chiesto se fosse una novità di tendenza, altri si sono lasciati trasportare dai ricordi. Intorno alle 21 un gruppo di amici ha chiesto il bis. “Non le vedevamo così da anni”, ha detto Gianni Sarti, pensionato che da ragazzo abitava in via Fondazza. Secondo alcuni operatori del settore, questa piccola rivoluzione potrebbe segnare un ritorno a una cucina più conviviale, dove non contano solo le ricette ma anche i gesti e le abitudini che una volta scandivano i pasti.

Una tradizione da proteggere

Non tutti però sono convinti del valore di questa riscoperta. Daniele Forlani, giovane chef alla guida di un ristorante gourmet vicino alle Due Torri, avverte: “Riproporre un piatto antico non basta per renderlo interessante. Ci vuole qualità negli ingredienti e una storia dietro”. E proprio la qualità sembra essere il punto forte delle cipolle di Tropea, riconosciute con il marchio IGP dal 2008 e celebrate ogni estate nella loro terra d’origine durante la sagra calabrese.

Nuove prospettive per la ristorazione locale

Intanto a Bologna la notizia si sta diffondendo rapidamente: nei bar vicino all’università e sui social fioccano foto delle tagliatelle al ragù affiancate dalle fettine rosse. Nei prossimi giorni altri locali potrebbero seguire l’esempio della Trattoria dell’Angolo. Benini non nasconde la sua soddisfazione: “Forse non torneremo ai tempi in cui tutti andavano in osteria ogni sera ma – sorride – vedere qualcuno chiedere il piattino di cipolle come se fosse normale ci fa capire che Bologna ha ancora voglia di stare insieme a tavola”. Un piccolo segnale concreto di come le tradizioni gastronomiche possano tornare alla vita con gesti semplici e quotidiani.

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