Parigi, 24 aprile 2026 – Dopo anni di pausa, LVMH annuncia il ritorno delle Les Journées Particulières, l’evento che dal 2011 spalanca le porte delle sue maison più celebri: dagli atelier parigini ai laboratori italiani, fino alle tenute di Champagne. L’appuntamento è fissato per il 16-18 ottobre 2026. Tre giorni attesi da appassionati e semplici curiosi, che avranno l’occasione di scoprire da vicino la maestria e la creatività dietro i grandi nomi del lusso.
LVMH riapre i laboratori: dal 16 al 18 ottobre porte aperte in tutto il mondo
L’annuncio arriva direttamente dalla holding guidata da Bernard Arnault, colosso mondiale del lusso con più di settanta marchi sotto il suo ombrello, da Louis Vuitton a Dior, passando per Fendi, Bulgari, Moët & Chandon e Dom Pérignon. Il gruppo ha chiuso il 2025 con ricavi superiori agli 86 miliardi di euro (dati ufficiali) e punta a far tornare grande un evento ormai diventato un classico per chi ama l’artigianato d’eccellenza.
“L’evento nasce per celebrare il savoir-faire unico delle nostre maison e la passione dei nostri artigiani”, ha detto un portavoce di LVMH dall’Avenue Montaigne a Parigi. “Les Journées Particulières danno a tutti la possibilità di entrare nei luoghi dove nascono i nostri prodotti iconici e vedere con i propri occhi i gesti tramandati da generazioni”. Un momento pensato non solo per collezionisti o clienti storici, ma anche per studenti e famiglie.
Dai laboratori di moda alle cantine: il viaggio nei segreti del lusso
Durante quei tre giorni, le maison del gruppo in Francia, Italia, Spagna, Svizzera, Giappone e Stati Uniti apriranno le porte con visite guidate e laboratori esperienziali. Nell’ultima edizione del 2022 – la quinta – sono stati coinvolti oltre 200 siti, con più di 100.000 visitatori secondo i dati ufficiali.
In Italia si attendono aperture speciali negli atelier di pelletteria e calzature a Firenze (Ferragamo), nelle manifatture orafe di Valenza (Bulgari), oltre alle cantine di Moët Hennessy nelle Langhe e nelle terre dello Champagne. A Parigi i riflettori saranno puntati sulla storica sede Louis Vuitton in Rue du Pont-Neuf e sulle sartorie Dior in Avenue Montaigne. “Siamo felici di poter finalmente condividere la nostra storia con il pubblico”, racconta una maestra artigiana della maison romana Fendi, che aspettava questo momento dal 2019.
Dietro le quinte della creazione: focus su sostenibilità e nuove generazioni
Non si tratta solo di visitare vecchi laboratori. Tra i temi chiave del 2026 ci saranno la sostenibilità nella produzione e l’uso delle nuove tecnologie. Alcuni percorsi mostreranno come si riducono gli sprechi e si utilizzano materiali più sostenibili. “Per noi è fondamentale trasmettere saperi”, sottolinea un responsabile della formazione interna LVMH: “Investiamo molto nei programmi per giovani apprendisti – solo in Italia nel 2025 abbiamo assunto oltre 600 nuovi artigiani – e Les Journées sono anche un modo per ispirare chi verrà dopo”.
In diverse città sarà possibile partecipare a dimostrazioni pratiche o incontrare designer che hanno firmato collezioni storiche. Non mancheranno workshop dedicati agli studenti delle scuole moda e design, come ha anticipato la maison Céline.
Un appuntamento globale tra tradizione e innovazione
Les Journées Particulières sono sempre state un ponte tra l’artigianato tradizionale e il futuro del lusso. Dal debutto nel 2011, sono diventate un fenomeno mondiale: nel 2018 hanno superato i 180mila visitatori su quattro continenti. La pandemia aveva fermato tutto per lungo tempo, ma secondo LVMH l’entusiasmo delle maison non è mai mancato.
Le modalità per accedere ai siti verranno comunicate entro l’estate: come nelle edizioni passate sarà necessaria la prenotazione online sul portale dedicato, con molti posti esauriti in poche ore. “L’attesa è sempre altissima”, conferma chi lavora nell’accoglienza delle cantine Krug a Reims. Questa volta, dopo anni di chiusure forzate, ci si aspetta una risposta ancora più grande.
Il programma completo sarà disponibile a settembre. Nel frattempo, tra le vetrine della Rive Gauche o i laboratori nascosti sulle colline piemontesi, l’attesa si fa già sentire nell’aria.