Capitale umano Made in Italy e Gdo: al MoMec di Roma il successo del modello Lidl

Simone Bovolenta

s.bovolenta@bovo.it

1 Maggio 2026

Roma, 1 maggio 2026 – Questa mattina al MoMec di Roma si è svolto l’incontro intitolato “Capitale umano Made in Italy e Gdo, il successo del modello Lidl”. L’evento ha acceso i riflettori sulla crescita della grande distribuzione organizzata in Italia e sul ruolo chiave delle persone che lavorano dietro le quinte. Dalle 9:30, in via della Colonna Antonina, si sono ritrovati manager, esperti del settore e rappresentanti istituzionali per parlare di come Lidl stia influenzando le comunità locali e affrontare le sfide legate al lavoro.

Lidl e il capitale umano: strategie e numeri

Secondo quanto emerso, Lidl conta oggi circa 22mila dipendenti in Italia, sparsi su più di 730 negozi. Marco Rossi, responsabile risorse umane di Lidl Italia, ha spiegato che la catena punta molto sulla formazione continua e sulle possibilità di crescita interna. “Investire sulle persone significa migliorare i risultati per tutti”, ha detto Rossi durante il suo intervento, mettendo in luce come lo sviluppo del personale sia direttamente legato all’aumento dei ricavi.

Molto spazio è stato dedicato all’inserimento lavorativo dei giovani e agli investimenti in formazione. “Solo nell’ultimo anno abbiamo fatto oltre 1.500 assunzioni nuove, con un occhio di riguardo per diplomati tecnici e laureati”, ha sottolineato Rossi. Un dato che conferma la Gdo come uno dei principali sbocchi professionali per i giovani italiani.

Il modello Gdo: Made in Italy, territori e qualità

Sul palco sono saliti anche rappresentanti delle associazioni di categoria. Laura Marinelli di Federdistribuzione ha rimarcato l’importanza della collaborazione tra catene internazionali e fornitori locali: “Quasi il 90% dei prodotti freschi sugli scaffali arriva da aziende italiane. Una scelta precisa che sostiene la filiera nazionale senza perdere efficienza”. Marinelli ha poi spiegato come la grande distribuzione abbia dato una mano a stabilizzare molte zone periferiche, aprendo nuovi punti vendita e creando posti di lavoro.

Durante il dibattito è spuntato anche il tema della digitalizzazione. Giovanni Colombo, consulente per l’innovazione, ha raccontato alcune sperimentazioni in corso a Milano e Torino per automatizzare i magazzini: “L’automazione non sostituisce le persone, anzi rende il lavoro più qualificato. Serve soprattutto competenza informatica e gestionale”.

Le sfide dell’occupazione tra qualità e diritti

Non sono mancati momenti critici sulla situazione lavorativa e sul confronto ancora aperto sulla contrattazione collettiva. Luca Ferrante della Filcams Cgil ha messo sul tavolo questioni legate ai ritmi serrati dei turni e ai salari minimi, chiedendo “un dialogo più stretto tra aziende e lavoratori per assicurare diritti veri e una crescita condivisa”.

A intervenire è stata anche la sottosegretaria al Lavoro Maria Grazia Rizzo, presente tra il pubblico: “La grande distribuzione ha responsabilità importanti. Bisogna puntare su un’occupazione stabile senza trascurare le condizioni sul posto di lavoro”, ha detto, invitando le imprese a rispettare i contratti nazionali.

Tra gli spettatori c’erano molti giovani neolaureati che si sono fermati allo stand informativo Lidl per chiedere dettagli sulle opportunità. Claudia, 24 anni da Civitavecchia, laureata in economia, racconta: “Voglio capire se c’è spazio anche per chi parte da zero”. Gli operatori hanno rassicurato spiegando che molte posizioni sono pensate proprio per chi muove i primi passi nel mondo del lavoro.

Sostenibilità e impatto sociale: il futuro prossimo

Si è parlato anche di sostenibilità ambientale, con dati forniti da Lidl stessa: nel biennio scorso hanno ridotto gli sprechi alimentari del 28%, grazie a collaborazioni con associazioni caritative romane e progetti di economia circolare.

La mattinata si è conclusa poco dopo mezzogiorno con l’intervento di Antonio Belfiore, direttore del MoMec: “Il vero capitale su cui costruire il futuro della distribuzione organizzata resta quello umano. Non bastano numeri o bilanci: servono attenzioni concrete alle persone”.

È stata già fissata la prossima edizione dell’incontro a Milano questo autunno, segno che il dibattito su occupazione, qualità del lavoro e trasformazioni nel settore è ancora vivo e pieno di spunti.

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