Milano, 20 aprile 2026 – Ieri sera a Palazzo Fendi è stata una serata diversa dal solito. Al centro dell’attenzione, una scatola in legno, simile a quelle usate per trasportare opere d’arte preziose, ha fatto da custode alla nuova protagonista: la Fendi Baguette 26424 Re-Edition. L’attesa era tanta, e non a caso: l’evento si inserisce nel fitto calendario della Design Week milanese, richiamando designer, appassionati e curiosi già dalle prime ore della sera in via Monte Napoleone.
La Fendi Baguette 26424 Re-Edition debutta alla Design Week
Nel cuore di Milano, nelle eleganti sale affacciate sulla città, con luci soffuse e pareti rivestite di tessuti chiari, Maria Grazia Chiuri – tornata in Italia dopo anni a Parigi – ha scelto un modo insolito per presentare la sua ultima creazione. Niente passerella o classiche teche in vetro: la nuova Baguette è stata mostrata dentro una box di legno artigianale, “ispirata alle casse d’arte”, come l’hanno definita gli organizzatori. Un chiaro segnale del legame forte tra moda e arte contemporanea.
La maison romana ha spiegato che ogni borsa verrà consegnata dentro queste scatole fatte a mano, con il logo inciso sul fronte e una targhetta numerata ben visibile. “Non volevamo solo valorizzare l’oggetto, ma anche il gesto di conservarlo, come si fa con un’opera d’arte”, ha raccontato Chiuri durante l’incontro con la stampa poco dopo le 19.
Un omaggio alla tradizione artigianale e all’innovazione
La Baguette 26424 Re-Edition non è un semplice ritorno sul mercato. Dietro c’è stato un anno di lavoro nei laboratori Fendi di via del Leoncino, studiando materiali e tecniche nuove. Alcune versioni sono realizzate in tessuti rigenerati grazie a una collaborazione con aziende tessili venete specializzate nel riciclo. “Vogliamo raccontare con i fatti la nostra attenzione all’ambiente”, ha spiegato Chiuri, che ha ammesso: “Le prime prove non ci convincevano, ma dopo tanti tentativi siamo riusciti a ottenere quella resistenza e lucentezza che volevamo”.
Nel cortile del palazzo, durante la presentazione durata circa un’ora, chi c’era ha potuto toccare con mano gli esemplari appena usciti dai laboratori. La fila per entrare è cresciuta già dalle 18, formata soprattutto da professionisti – buyer, influencer, stilisti – ma anche da appassionati arrivati grazie agli inviti digitali diffusi sui social di Fendi.
Dettagli esclusivi e prezzi riservati
Ogni Baguette sarà numerata e venduta in edizione limitata: si parla di circa 400 pezzi in tutto il mondo. I prezzi? Niente cifre ufficiali per ora: “Vogliamo concentrarci sull’esperienza”, hanno risposto da Fendi. Ma tra gli addetti ai lavori si mormora già di prezzi sopra i 5.000 euro.
A colpire chi era presente sono stati i dettagli curati al massimo: cuciture fatte a mano, la chiusura con il logo ben visibile e una fodera interna personalizzata con la data del lancio (20 aprile 2026). Carlo Vignali, collezionista milanese presente alla serata, ha commentato così: “Mi ricorda le prime baguette degli anni ’90, ma qui c’è qualcosa in più. È quasi come avere un pezzo d’arte tra le mani”.
Reazioni e prospettive per il futuro della maison
Quando la presentazione si è conclusa, molti si sono spostati sulla terrazza panoramica per scattare qualche foto e scambiarsi impressioni sulle novità. Le sensazioni raccolte erano positive soprattutto tra gli operatori internazionali. “Fendi riesce sempre a sorprendere senza perdere la sua anima”, ha detto una buyer francese che ha preferito restare anonima.
Maria Grazia Chiuri è apparsa soddisfatta del risultato insieme ai suoi storici collaboratori romani: “Abbiamo scelto la Design Week perché qui si respira davvero il dialogo tra arti e mestieri. La nostra Baguette vuole essere proprio questo: un ponte tra passato e futuro”.
Alla fine della serata le scatole sono state portate via in una stanza non accessibile al pubblico. Solo allora si è capito davvero cosa voleva dire quel gesto: custodire qualcosa di prezioso non vuol dire solo possederlo ma saperlo proteggere nel tempo. In un mondo della moda che corre veloce come oggi, questa attenzione fa tutta la differenza.