Milano, 20 aprile 2026 – Ogni mattina, già dalle 10, davanti alle porte di BASE Milano si forma una fila silenziosa. Chi varca l’ingresso riceve un paio di guanti bianchi. Non un vezzo: sono necessari per sfogliare – con un rispetto quasi sacro – uno dei sessanta volumi scelti per “Reference Library”, la mostra nata dalla collaborazione tra Apartamento e Alcova per la Design Week.
Sessanta libri, sessanta voci del pensiero contemporaneo
Il racconto comincia in una sala al pian terreno: i libri, raccolti in teche di legno chiaro, sono stati selezionati da altrettanti protagonisti del pensiero contemporaneo. Architetti, artisti e designer – da Patricia Urquiola a Formafantasma, passando per nomi meno noti ma altrettanto incisivi – hanno indicato un libro “di riferimento”. Spesso un classico, qualche volta una lettura più di nicchia. “Abbiamo chiesto loro cosa li ha formati, influenzati o fatti cambiare rotta”, spiega Marco Velardi, cofondatore di Apartamento. “Le risposte sono state tutt’altro che scontate”.
Ogni volume ha la sua storia: dal manuale di botanica degli anni ’70 a un catalogo di mostre introvabile. Alcuni visitatori si soffermano davanti a “Delirious New York” di Rem Koolhaas; altri si perdono nelle pagine de “La poetica dello spazio” di Gaston Bachelard. Le mani guantate sfogliano pagine segnate dal tempo, tra sottolineature e dediche ingiallite; l’aria sembra farsi più densa, il respiro quasi sospeso.
Un’esperienza che coinvolge i sensi
La mostra – aperta fino al 23 aprile – invita a fare più che guardare. Qui il libro si tocca davvero: bisogna annusare la carta, sentire il fruscio delle pagine. “Questa è la nostra risposta all’epoca degli schermi”, dice con convinzione Valentina Ciuffi, co-curatrice di Alcova. “Volevamo ridare valore al gesto lento dello sfogliare”. Così capita che alle 12 di un martedì una studentessa di design si sieda su uno sgabello accanto a una signora arrivata da Torino, entrambe con le mani guantate immerse nella lettura.
Tra i tavoli rotondi nel cuore della sala nascono piccole discussioni spontanee: c’è chi racconta il primo incontro con uno dei libri in mostra, chi confessa che quel titolo gli ha cambiato la vita. Gli organizzatori hanno messo a disposizione blocchi per appunti: chi vuole può lasciare impressioni, domande o suggerire nuovi titoli.
Letture d’autore e memoria condivisa
Leggendo i pannelli lungo le pareti si scopre come ogni protagonista abbia spiegato in poche righe perché ha scelto quel libro. Alcuni hanno lasciato anche dediche personali: “Questo libro mi ricorda mio padre”, confida l’architetto spagnolo Andrés Jaque; altri hanno puntato su testi lontani dalla loro disciplina. “Una biblioteca non è mai neutra”, osserva Velardi. “È fatta anche delle assenze”.
L’idea è nata lo scorso autunno a Barcellona durante una chiacchierata tra gli editori di Apartamento e Alcova e ha richiesto mesi di lavoro. Reperire alcune edizioni rare è stata la sfida più grande: “Abbiamo attinto agli archivi personali dei partecipanti”, racconta Ciuffi. “Qualcuno ha portato volumi annotati ai tempi dell’università”.
Un punto d’incontro durante la Design Week
Non solo addetti ai lavori: nei primi quattro giorni sono passati lettori di ogni età e provenienza. Gli organizzatori parlano di quasi cinquemila presenze tra mercoledì e sabato. Il flusso è costante soprattutto dopo le 17: molti arrivano da altri eventi della Milano Design Week, attratti dall’idea di prendersi un momento lento, quasi sospeso nel tempo.
Qualcuno degli stessi designer presenti all’inaugurazione ha confessato che anche loro – pur abituati alla carta – non sfogliavano certi libri da decenni. “Mi sono ritrovata a sfogliare come facevo da bambina”, racconta la giovane artista Arianna Lelli Mami.
Il valore della memoria tangibile
In un’epoca dominata dalle biblioteche digitali, Reference Library riporta l’attenzione sul valore della materialità e sulla trasmissione orale tra generazioni. “Non è nostalgia”, precisa Velardi, “ma una domanda su come vogliamo continuare a costruire memoria collettiva”. È solo così che si capisce davvero il senso profondo della mostra: uno spazio dove il libro non è un semplice oggetto da guardare ma un corpo vivo, ponte tra voci diverse e tempi lontani.
La mostra rimane aperta fino a martedì 23 aprile presso BASE Milano (Via Bergognone 34), tutti i giorni dalle 10 alle 20. L’ingresso è libero ma regolato nelle ore più affollate. In fondo alla sala, vicino alla grande vetrata su Via Tortona, i guanti bianchi attendono i prossimi lettori pronti a immergersi nelle pagine del tempo.