Roma, 17 aprile 2026 – A due passi dal quartiere Prati, questa mattina alle 9.30 la pasticceria “Forno di Bice” ha presentato una novità che stuzzica la curiosità: il plum cake salato ai piselli, una rivisitazione rustica di un dolce che tutti conoscono. Chi si ferma davanti al banco nota subito la forma familiare del classico inglese, ma solo da vicino si svela il suo colore verde, punteggiato da cubetti dorati. Il profumo? Quello del pane appena sfornato, con un leggero sentore quasi vegetale.
Il plum cake salato che conquista golosi e curiosi
Le pasticcere del laboratorio hanno lavorato settimane all’impasto, e la scelta dei piselli freschi non è stata casuale. «Volevamo qualcosa di diverso dai soliti salumi e formaggi», spiega Paola Mulas, titolare del forno. L’idea è nata durante una visita al mercato Trionfale: «Ho visto questi banchi pieni di legumi appena raccolti e ho pensato: perché non usarli in una torta salata?». Il risultato è un dolce soffice dentro, con una crosta sottile e croccante, perfetto sia per un aperitivo sia per un pranzo veloce.
Gli ingredienti principali? Piselli lessati e frullati, farine integrali mescolate con olio d’oliva e, per chi vuole, una spolverata di pecorino romano grattugiato. La preparazione segue il metodo tradizionale dei plum cake: uova sbattute con yogurt naturale, poi si aggiungono piselli e farine fino a ottenere un composto omogeneo. La cottura dura circa 45 minuti a 180 gradi.
Legumi in pasticceria: un trend sostenibile e di stagione
Negli ultimi mesi i legumi freschi hanno conquistato anche i piccoli produttori artigianali. Secondo un report Coldiretti di marzo, a Roma le vendite di piselli e fave nei mercati rionali sono cresciute del 13%. Dietro questo dato c’è la voglia di alternative alla carne e l’attenzione alle filiere corte. «Lavoriamo quasi esclusivamente con ortaggi locali», conferma Mulas, mentre mostra le cassette consegnate ogni mattina da un’azienda agricola di Velletri.
Nel laboratorio – illuminato dalla luce del mattino e pervaso dal profumo del pane – la produzione procede fino all’ora di pranzo. Ogni plum cake viene venduto a 6 euro, prezzo che copre materie prime fresche e lavoro artigianale. I primi clienti, soprattutto impiegati della zona e famiglie, chiedono consigli su come gustarlo: «Ottimo con una salsa allo yogurt», suggerisce una commessa al banco.
Dal dolce all’aperitivo: nuove strade per il plum cake
Il plum cake non è più solo roba da colazione. I bar vicino a piazza Cavour raccontano che ormai lo chiedono spesso come snack salato diverso dai soliti tramezzini. «Qui passano studenti e avvocati che vogliono qualcosa di nuovo», spiega Giulia, titolare di uno dei locali della zona. Servito tiepido con una spremuta o un calice di bianco fermo, il plum cake salato ai piselli ha convinto anche chi era scettico.
C’è chi lo abbina a formaggi freschi o lo usa come base per uova strapazzate. Dai primi commenti dei clienti emerge soprattutto la sua consistenza “né pane né torta” e un sapore delicato che lascia spazio agli altri ingredienti.
Primavera in tavola: il plum cake diventa protagonista
Con l’arrivo della bella stagione aumenta il desiderio di piatti leggeri ma nutrienti. Così questo plum cake diventa l’occasione giusta per riscoprire prodotti locali e tecniche tradizionali in chiave moderna. Le pasticcere del Forno di Bice già pensano a varianti con asparagi o pomodori secchi.
Il forno resta aperto dalle 7 alle 15 e – tra pagnotte integrali e torte di mele – ora propone anche questa nuova ricetta. Non resta che provarla (magari calda) e lasciarsi sorprendere da un classico ripensato alla romana e in stile primaverile.