Milano, 30 aprile 2026 – Il gruppo Prada segna un passo avanti nei primi tre mesi del 2026, nonostante un clima fatto di tensioni geopolitiche e incertezza economica. Stamattina, il consiglio di amministrazione ha diffuso i numeri del primo trimestre, rivelando che i ricavi netti hanno superato la soglia di 1,19 miliardi di euro. Il dato, annunciato poco dopo le 9 dalla sede milanese di via Fogazzaro, rappresenta un aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Ricavi in crescita nonostante la crisi globale
Un risultato che il presidente Patrizio Bertelli ha definito «positivo» durante la call con gli analisti delle 10.30. Arriva in un momento difficile per il lusso: la domanda internazionale paga ancora le conseguenze della guerra in Ucraina e le tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti. Eppure, la maison guidata da Miuccia Prada e Bertelli continua a crescere. Nel dettaglio, rispetto al primo trimestre 2025 – quando il fatturato era fermo a 1,07 miliardi – l’incremento supera l’11%. Secondo i vertici, a spingere la crescita sono stati «i buoni risultati dei marchi Prada e Miu Miu in Europa e America».
Nel corso dell’incontro con gli investitori, Bertelli ha evidenziato come «le nostre collezioni abbiano raccolto riscontri positivi soprattutto nei negozi diretti», con una ripresa già evidente dalla seconda metà di marzo. Tra gli analisti di Piazza Affari circolano «sorrisi cauti»: per Equita «la solidità dei ricavi in Europa compensa la debolezza in Asia». Il titolo Prada, nella prima ora a Hong Kong (dove è quotato dal 2011), ha guadagnato l’1,2%.
Europa e America spingono i conti
La trimestrale mette in luce come le vendite si distribuiscano geograficamente. L’Europa resta l’area trainante, con una crescita intorno al 13%. Parigi, Londra e Milano hanno beneficiato del ritorno del turismo ai livelli pre-pandemia, come ha spiegato Andrea Guerra, amministratore delegato del gruppo. Negli Stati Uniti la domanda tiene banco anche se «il mercato sta tornando alla normalità dopo anni molto intensi», ha precisato Guerra.
Più complicata invece la situazione in Asia: «Il rallentamento dell’economia cinese ha pesato sulla clientela locale», si legge nella nota ufficiale diffusa da Prada alle 8.45. In compenso, le vendite online – soprattutto tramite WeChat e il sito ufficiale – hanno attutito il calo nei negozi fisici. L’azienda segnala che il digitale pesa ormai per il 17% del fatturato trimestrale.
Sguardo al futuro: prudenza e strategie
L’orizzonte per il 2026 rimane all’insegna della «cautela e disciplina». Bertelli lo ha ribadito più volte: «Il contesto è instabile e ci sono molte incognite». Nel comunicato si sottolineano anche gli effetti dei cambi valutari e il possibile ritorno di restrizioni nei flussi turistici internazionali.
Sul fronte dei margini operativi, Prada punta a mantenere i livelli di redditività con una gestione attenta dei costi e investimenti mirati all’esperienza retail. Da gennaio sono stati aperti due nuovi flagship store – a Tokyo (quartiere Ginza) e nel Dubai Mall – mentre quattro boutique esistenti sono state rinnovate.
Reazioni sul mercato e sfide future
Nel settore del lusso globale, Prada si confronta con colossi come LVMH e Kering. Secondo Bain & Company (riferito da Il Sole 24 Ore a fine marzo), il mercato mondiale crescerà solo del 3% quest’anno. In questo quadro, i risultati del gruppo milanese sembrano tenere o addirittura superare le aspettative.
A fine mattinata, davanti allo storico palazzo milanese della società, alcuni dipendenti si sono fermati a commentare: «Siamo soddisfatti», racconta una responsabile vendite che preferisce restare anonima. «Conta vedere finalmente più gente tornare nei negozi». Ma tra gli addetti circola anche una prudenza palpabile: l’incertezza rimane alta e nessuno azzarda previsioni oltre sei mesi.
Il prossimo appuntamento è fissato per fine luglio con i dati semestrali. Gli analisti restano vigili: «Per ora Prada tiene il passo», dice Matteo Rizzo di Banca Akros. Ma sarà la seconda parte dell’anno a dire davvero come andrà.