Milano, 1 maggio 2026 – Nel primo trimestre del 2025, il gruppo Zegna ha messo a segno ricavi per 470,2 milioni di euro, con un aumento del 2,5% a cambi correnti e un più robusto +7,4% su base organica e a cambi costanti. I dati, diffusi ieri dalla società milanese, raccontano di una spinta decisiva dal canale retail diretto e di un buon momento per il brand Zegna, che ha visto crescere le vendite dell’11% in termini organici.
I numeri del trimestre e le spinte di mercato
Durante la call con gli analisti di mercoledì mattina, il management ha sottolineato quanto la strategia puntata sul canale direct-to-consumer (Dtc) abbia dato una forte spinta ai risultati tra gennaio e marzo. È soprattutto il segmento retail a fare la differenza: «Il Dtc è stato il vero motore – ha detto Gildo Zegna, amministratore delegato – ed è ancora la chiave per una crescita solida e duratura». Nonostante le incertezze macroeconomiche internazionali, i clienti nei negozi Zegna sono rimasti «stabili o addirittura in aumento» nelle piazze più importanti del mondo.
I numeri raccontano anche la capacità del gruppo di tenere botta alla volatilità dei cambi. L’incremento del +7,4% a cambi costanti conferma che la crescita è reale, frutto di una domanda concreta più che di fluttuazioni valutarie.
Il ruolo dei brand: Zegna protagonista, Thom Browne in progressione
All’interno dell’universo Ermenegildo Zegna Group, è stato soprattutto il marchio Zegna a brillare: un +11% organico che riflette la buona accoglienza delle nuove collezioni da parte dei consumatori. L’ad ha rimarcato come «le linee più recenti abbiano rafforzato il posizionamento nel segmento premium», con un occhio attento sia all’abbigliamento formale maschile sia al leisure. Gli investimenti sono stati concreti: lo si vede dall’ampliamento della boutique di via Montenapoleone a Milano, pensata per rendere l’esperienza d’acquisto più piacevole e coinvolgente.
Thom Browne invece procede con calma. Fonti interne riferiscono di un trend positivo ma più contenuto, con aspettative di numeri più solidi nella seconda metà dell’anno grazie alle nuove aperture in Asia e Nord America.
Geografie e canali: Asia trainante, Europa in tenuta
Dal punto di vista geografico i risultati sono variegati. In Asia – soprattutto nella Greater China – la domanda si è sbloccata dopo mesi complicati. A spingere sono stati sia i turisti interni sia la clientela locale. Nelle grandi città cinesi come Shenzhen, Pechino e Shanghai si registra «un ritorno all’acquisto nei negozi fisici», mentre in Europa i flussi turistici hanno aiutato a tenere vivo l’interesse.
«L’Europa resiste – racconta un manager esperto della divisione commerciale – anche se si nota una certa prudenza tra i clienti locali, specie in Italia e Francia». Più difficile invece lo scenario negli Stati Uniti: qui la crescita resta debole per via del potere d’acquisto ridotto dei consumatori e della forte concorrenza interna nel lusso.
Prospettive: investimenti in innovazione e digitalizzazione
Per il futuro prossimo, Zegna non rallenterà sugli investimenti dedicati all’innovazione digitale e alla customer experience. Nel trimestre appena passato sono nate nuove partnership tecnologiche per integrare meglio negozi fisici ed e-commerce: «Oggi il cliente vuole un servizio cucito su misura» ha detto Gildo Zegna durante l’incontro con gli investitori. Sul fronte sostenibilità si va avanti con decisione: dal packaging ecologico ai processi produttivi circolari, ogni reparto sta rivedendo i suoi metodi operativi.
Al momento però nessuna previsione numerica sull’intero 2025 è stata fornita. La direzione finanziaria ha comunque sottolineato che «la solidità del primo trimestre fa guardare con ottimismo alla seconda parte dell’anno».
Una strategia che guarda lontano
I risultati positivi dei primi tre mesi confermano la capacità del gruppo Zegna di adattarsi a uno scenario incerto e in continua evoluzione. Il rafforzamento del canale retail diretto e lo sviluppo delle collezioni premium restano le carte principali su cui punta la maison italiana. Un delicato equilibrio tra radici profonde e voglia di innovare che – almeno guardando ai numeri d’inizio 2025 – sembra funzionare alla grande.