Milano, 19 aprile 2026 – Dal 22 al 24 aprile il Circolo Filologico Milanese si trasforma in un vero e proprio ritrovo per gli amanti della letteratura con il Miu Miu Literary Club. Un appuntamento che rievoca i classici salotti letterari europei e che quest’anno mette sotto i riflettori il tema delle “Politics of Desire”. L’idea, nata dal brand Miu Miu, è semplice ma efficace: riunire scrittrici, filosofi e artisti per ragionare insieme su desiderio, potere e identità. Un confronto aperto – a volte anche intimo – che promette di animare il cuore culturale della città proprio nella settimana che precede la Giornata Mondiale del Libro.
Un salotto letterario nel cuore di Milano
Lunedì 22 aprile, quando si apriranno le porte del Circolo Filologico in via Clerici, le sue stanze con le boiserie antiche e gli arredi d’epoca accoglieranno un pubblico variegato: dagli addetti ai lavori agli studenti fino ai semplici curiosi. Qui a farla da padrone saranno le parole, quelle scritte e quelle dette dal vivo. Con questa edizione del Literary Club, Miu Miu vuole far partire una conversazione collettiva attorno ai desideri — personali o sociali, espliciti o appena accennati.
Il programma, diffuso ieri dagli organizzatori, prevede letture pubbliche, talk e performance in un orario poco convenzionale per Milano: dalle 18 alle 21. Un momento pensato per chi esce dall’ufficio ma anche per chi ama le serate letterarie.
Politica e desiderio: la parola agli autori
Il tema di quest’anno, Politics of Desire, mette sotto la lente il rapporto spesso complicato tra sfera privata e pubblica. Tra i protagonisti ci saranno nomi di peso come la scrittrice francese Annie Ernaux, premio Nobel per la Letteratura nel 2022, la filosofa italiana Donatella Di Cesare e l’autrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie. Il curatore Marco Venturini anticipa che si parlerà di censura, libertà d’espressione e delle connessioni tra genere e potere.
“Il desiderio guida ogni nostra scelta”, ha detto ieri Ernaux in un’intervista telefonica. “Ma in certe epoche – forse proprio come la nostra – viene limitato o negato dalla politica”. Parole che sembrano echeggiare anche in quelle della Di Cesare: “Nei sentimenti non esiste neutralità”.
Dialoghi aperti e pubblico coinvolto
Nei tre giorni milanesi si alternano momenti più strutturati — tavole rotonde con autori e studiosi — a incontri informali dove il pubblico può intervenire direttamente. “Sarà possibile fare domande in tempo reale”, spiega Camilla Andreani, responsabile eventi del Circolo Filologico. Una scelta voluta: niente barriere, nessuna distanza tra chi racconta storie e chi ascolta.
Anche gli spazi saranno pensati per favorire l’intimità: niente palco rialzato ma poltrone disposte a cerchio o piccoli gruppi seduti insieme, per ricreare quella dimensione da “salotto” tipica della tradizione europea della letteratura. “Siamo abituati a separare i ruoli”, osserva Andreani, “qui invece vogliamo costruire una vera conversazione”.
Tra libri, performance e nuove generazioni
Il Miu Miu Literary Club 2026 dà spazio anche alle nuove leve di lettori e scrittori. Tra gli ospiti annunciati ci sono nomi come Giulia Caminito e l’omaggio a Pier Vittorio Tondelli, con letture sceniche tratte dai suoi testi; accanto a loro giovani esordienti selezionati dalle scuole di scrittura milanesi. Non mancheranno performance multidisciplinari: reading accompagnati dalla musica, installazioni sonore e una rassegna video dedicata al desiderio nei nuovi media.
L’ingresso sarà gratuito fino a esaurimento posti; si consiglia la prenotazione sul sito ufficiale del Circolo. Gli organizzatori hanno voluto sottolineare la volontà di mantenere questo appuntamento “aperto e accessibile”, una riflessione culturale a portata di tutti.
Milano riscopre il suo lato letterario
Il ritorno di un salotto letterario nel centro città è anche un modo per riportare attenzione su luoghi storici come il Circolo Filologico Milanese, fondato nel 1872 e tra i pochi posti dove ancora si discute di libri faccia a faccia. Per Miu Miu è la seconda edizione milanese: lo scorso anno quasi mille persone hanno partecipato in tre giorni.
In una Milano spesso travolta dal ritmo serrato degli eventi di moda e design, il Miu Miu Literary Club offre una pausa di riflessione. Più che una festa, è un invito a interrogarsi su cosa significhi desiderare oggi — nell’epoca delle immagini veloci e dei social network. Eppure, tra le stanze silenziose del Filologico, resta viva la speranza di uno spazio dove le parole contano ancora davvero.